Ordine 2.0
Abbiamo immaginato un Ordine più vicino, moderno e utile. Un Ordine che non sia soltanto un ente amministrativo, ma una vera casa per gli ingegneri, capace di offrire servizi concreti, ascolto, formazione di qualità e occasioni di crescita professionale.
Il nostro programma nasce dall’ascolto delle esigenze degli iscritti e dalla volontà di rendere l’Ordine protagonista del dibattito tecnico e sociale, presente sul territorio e capace di costruire opportunità per tutti, dai giovani colleghi ai professionisti più esperti.
Vogliamo investire in una nuova sede sostenibile, in servizi innovativi, in una formazione più accessibile e in strumenti che rendano davvero possibile la partecipazione e il networking tra colleghi.
Queste sono le idee e le proposte su cui vogliamo costruire il futuro dell’Ordine degli Ingegneri di Napoli.
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Il canone di locazione per la sede di piazza dei martiri costa 150mila euro l’anno; facendo un mutuo ipotecario potremmo acquistare una sede del valore di 4 milioni!
Invece, la nostra proposta è comprare una sede più accessibile, più economica e che possa servire davvero agli iscritti, spendendo la metà di quanto sosteniamo attualmente;
non solo potremmo avere gli giusti spazi per una sala convegni adeguata oltre che per il personale ed il ricevimento dei colleghi ma, con il solo avanzo di budget, si potrebbero offrire più servizi (es. , coworking, disponibilità salette per appuntamenti, salette per sportelli dedicati, asilo nido):
non è utopia ma tutto tranquillamente, concretamente e sostenibilmente fattibile: dove?
Al centro direzionale, nel nuovo “palazzo delle professioni” (ex torre Enel)! Ipotesi già sondata e verificata!
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La casa degli ingegneri: aperta, utile, al passo con il futuro
L’Ordine che immaginiamo non deve essere avvertito come un semplice orpello bensì come “la casa degli ingegneri” (aperta anche di sabato!) che possa stimolarne il network oltre ad offrire servizi utili; pensiamo ad esempio:
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Non più spettatori, ma attori del cambiamento
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Pensiamo ad una formazione che completi davvero il curriculum e trasferisca l’eperienza di chi le cose le fa, dunque le sa fare, non solo le insegna.
Certo, oggi non si può dire che non si fa formazione, ma crediamo che ci voglia forse meno quantità e più qualità; proponiamo dei grandi percorsi tematici armonici generali che poi si fanno via via specifici a seconda delle necessità; il tutto immaginando una nuova figura di Ingegnere che abbia le conoscenze e competenze trasversali, spendibili sul mercato.
(Delle possibili proposte di percorsi formativi armonici? L’ingegnere del turismo, l’Ingegnere Ospedaliero, il RUP, l’Ingegnere al tempo dell’IA).
È altresì evidente che gran parte delle attività formative si tiene in presenza oppure online ma in diretta: ma così è difficile quando impossibile fruirne da parte di chi ha lavoro dipendente o comunque ha l’agenda incompatibile con le date prestabilite; dunque proponiamo:
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La libera professione è sempre più in difficoltà, stretta tra burocrazia, compensi inadeguati e concorrenza spesso non qualificata. Sempre più giovani non scelgono più la libera professione e i senior la lasciano abdicando per il posto fisso.
Questa condizione è dovuta principalmente per le difficoltà burocratiche insite nello svolgimento della professione, la complessità del sistema fiscale e previdenziale e i rischi legati all’attività.
D’altra parte, la nuova riforma universitaria tende ad iperspecializzare portando ad un disallineamento tra domanda ed offerta di lavoro.
L’Ordine che immaginiamo dovrebbe offrire:
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Le competenze degli ingegneri vengono ampiamente sfruttate dagli enti pubblici e privati a cui è richiesto lo svolgimento di specifiche attività professionali che vanno ben oltre le mansioni previste dal CCNL con l’aggravio dovuto al rapporto gerarchico verso i vertici degli enti e la dirigenza.
Il nostro Ordine dovrà recepire le giuste esigenze e le aspettative degli ingegneri dipendenti della Pubblica Amministrazione e di Azienda (Industrie, Enti, Servizi) garantendo il giusto supporto e gli opportuni servizi; inoltre va ripensata totalmente il sistema di formazione, innanzitutto riconoscendo la formazione fatta in azienda e poi consentendo anche ai dipendenti (soggetti a più rigidi orari di ufficio) la piena partecipazione alle attività formative promosse dall’Ordine.
Pensiamo ad esempio all’apertura anche di sabato della sede dell’Ordine, al fine di consentire la fruizione dei servizi di segreteria nonché delle attività formative, nonché l’implementazione sul sito dell’Ordine, anche mediante enti pubblici e privati già strutturati in tal senso, della formazione in fad asincrona; inoltre a convenzioni con i datori di lavoro per l’erogazione di formazione in azienda, su temi di interesse ed effettiva utilità.
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Partecipazione reale e servizi a portata di mano
Ogni iscritto è fondamentale per l’Ordine, dunque deve essere al centro di ogni azione; non bastano le elezioni ogni 4 anno e nemmeno l’assemblea annuale: bisogna coinvolgerlo attivamente, innanzitutto immaginando eventi periodici di network ma anche mediante campagne informative e di ascolto sia sui grandi temi posti in discussione che sulle esigenze delle categorie giocoforza meno partecipi (dipendenti aziende private e pubbliche, insegnanti, fuori sede) o minoranza in termini di iscrizione (tradotto: non solo attenzione verso gli ingegneri civili!).
Ma non solo; l’Ordine deve essere più vicino agli iscritti anche fisicamente: non pensiamo a tante sedi ma riteniamo più che fattibile che 1 o 2 volte a settimana ci siano sportelli nei vari comuni della provincia, anche per i servizi più semplici (ritiro firma digitale, attestati, timbro, credenziali pec, inoltro formale richieste, informazioni).
E poi, basta voto in presenza, vogliamo il VOTO ON LINE (link alla sezione dedicata).
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Le Commissioni devono essere al centro della politica dell’Ordine; devono essere anche di meno rispetto alle attuali ma devono avere un budget, un’autonomia ed un perimetro preciso; devono esprimere il meglio dell’ingegneria napoletana ed essere realmente formative per i giovani colleghi.
Premi per commissioni attive
Premialità per le commissioni più attive (sia per i coordinatori che per i membri) nonché per il Consiglio di Disciplina; pensiamo ad esempio ad un sistema a punti per la prenotazione degli eventi e/o alla composizione di terne e procedure ristrette;
I coordinatori delle commissioni che risultano periodicamente inattive vanno sostituiti;
Penalità per assenze agli eventi
Viceversa, con lo stesso sistema a punti, chi periodicamente si prenota ad eventi a cui poi non partecipa (togliendo così ad altri colleghi la possibilità di partecipare) va penalizzato.
La casa degli ingegneri: aperta, utile, al passo con il futuro
Non più spettatori, ma attori del cambiamento
Non è possibile che il 2° ordine di Italia, che conta oltre 13 mila iscritti, sia assente da qualsiasi tavolo istituzionale oltre che evanescente nel dibattito pubblico (quanti momenti mancati: PNRR, Bradisismo, Emergenza Ischia, Pianificazione Territoriale e Rigenerazione Urbana,ecc. ecc.).
Il nostro Ordine dovrà tornare al centro del dibattito tecnico, dialogando attivamente con le Istituzioni e sollevando temi e talvolta anche criticità!
Formazione che costruisce competenze, non solo crediti.
Non ci sfugge che gran parte dei corsi (cosi come i seminari) si tiene in presenza oppure online ma in diretta: ma così è impossibile fruirne da parte di chi ha lavoro dipendente o comunque ha l’agenda incompatibile con le date prestabilite.
La soluzione: modalità fad asincrona e, se in presenza, utilizzare di più gli orari ed i giorni extraufficio, oltre a tenere più in considerazione le iniziative in provincia.
Il ponte fra studio e professione
Immaginiamo l’Ordine come la cerniera tra Università e Mondo del Lavoro; pensiamoci: solo l’Ordine può completare il percorso teorico universitario e mettere in contatto – in maniera mirata – domanda ed offerta di lavoro! E allora:
Trasferire esperienza, costruire il futuro.
Trasferire esperienza, costruire il futuro.
L’esperienza è il bene più prezioso per un ingegnere … l’esperienza degli Ingegneri napoletani è ancora più preziosa e pertanto va valorizzata e trasferita:
Attivi, presenti, premiati
Le Commissioni devono essere al centro della politica dell’Ordine; devono essere anche di meno rispetto alle attuali ma devono avere un budget, un’autonomia ed un perimetro preciso; devono esprimere il meglio dell’ingegneria napoletana ed essere realmente formative per i giovani colleghi.